LE STORIE DEI NOSTRI RAGAZZI
STORIA DI OMAR
La nostra tragedia, mia e di mio figlio Omar inizia 8 dicembre 2012 alle ore 19 mentre tornava a casa per cena col suo scooter viene preso in pieno da un auto che uscendo da un parcheggio non lo vede e lo prende in pieno, Omar vola su un altra auto parcheggiata alla sua destra e da li si incastra sotto sbattendo violentemente la testa ...danno assonale diffuso di terzo grado lesione del tronco cervicale lobo frontale, lacerazioni e lesioni diffuse, subito in rianimazione a Pavia mi dissero che non c'erano speranze , Omar è stato un miracolo già' dal giorno dell incidente quando un Angelo di nome Elia , un ragazzo che vide l'incidente ,si accorge che Omar stava soffocando e con forza le apre la bocca provocandole anche la lesione alla mascella, le tira fuori la lingua perché un po di sangue era nei già' polmoni e il resto in gola che lo stava soffocando , grazie a questo intervento lo aveva salvato la vita e non le aveva fatto mancare ossigeno al cervello ,il percorso in rianimazione e stato tragico e sofferto ,prognosi riservata , infezione alle vie urinaie, infezioni varie, polmonite, è stato con febbre a 40 per circa un mese grazie al Prof Minoli del reparto infettivi a Pavia che grazie alla mia testardaggine, dicendo che qualcosa non andava alla neurochirurgia di Pavia lo trasferisce da lui e le salva la vita, li scopriamo una garza dimenticata nella tracheo di Omar tanto che Omar stava andando i setticemia . Omar si sveglia il 29 aprile del 2014 e passa alla stato vegetativo , viene trasferito all unita' dei risvegli della Maugeri di Pavia , ogni mese c erano le riunioni con i medici neurologi fisioterapista psicologa. mi massacravano dicendo che non c' erano speranze per Omar, ma io non ci ho mai creduto le mie giornate le passavo ad accarezzarlo parlargli facendole vedere le foto le voci dei amici della sua ragazza i suo video delle partite di calcio, lo mettevo in bascula e lo portavo in giro per il reparto e fuori nella chiesetta sapevo che mi ascoltava...ma loro dicevano che il danno era troppo grave e difficilmente sarebbe uscito dallo stato vegetativo, mi ribello...all'inizio di questo percorso ero spaventata disorientata , io stessa essendo infermiera da 35 anni non sapevo cosa mi sarebbe aspettato, che speranze avrei avuto , faccio ricerche su ricerche e trovo la guida per i famigliari del paziente con grave trauma cranico Arco 92 , personalmente a me ha aiutato tantissimo la leggevo, vedevo le varie fasi che dovevo superare mi dava speranza e forza...decido di togliere Omar dal' unità dei risvegli della Maugeri di Pavia , mi informo per un centro migliore mi consigliano San Pellegrino Terme , Villa Quarenghi , vado a colloquio col neurologo di San Pellegrino Dott Salvi le mostro dei video che io giornalmente facevo a Omar lo supplico le dico che mio figlio ha solo 16 anni e lui mi dice che lo prende, di firmare le dimissioni alla Maugeri e con ricetta medica di portarlo da lui , cosi faccio ma per i Medici della Maugeri io sono una mamma che rifiuta la realtà e la gravita' della situazione mi chiamano l'assistente sociale dell A.S.L di Pavia e grazie all mio avvocato riesco a portarmi Omar a casa in stato vegetativo , lo gestisco da sola per 20 giorni senza aiuti di nessuno perché devo fare domande su domande alle varie istituzioni che ci mettono mesi e il tempo non c'era, poi il trasferimento a San Pellegrino, li ridanno la vita a mio figlio , non smetterò' mai di ringraziare il Dott Salvi la dottoressa Quarenghi i fisioterapisti , dopo quasi un anno e mezzo il ritorno a casa è fonte di gioia ma non e' facile la gestione da sola la situazione perché' Omar torna in carrozzina ma capisce tutto ricorda tutto e non si accetta e ha quasi tutti i giorni delle crisi violente, massacranti autodistruttive e anche a questo ero preparata e non mi arrendo dico che devo farcela ma impossibile, mi rivolgo a tutte le istituzioni a Vigevano A.S.L comune domanda per un assistenza , niente mi concedono il fisioterapista mezzora 2 volte la settimana , l'assistenza un ora o mi propongono il ricovero in strutture dove c'è ogni tipo di disabilita' stati vegetativi ragazzi autistici ragazzi down tutti assieme , non esiste centro diurno , Omar sarebbe impazzito, perché lui si è svegliato il ragazzo di prima , solo manca l accettazione di tutto l autocontrollo , per cui attivo tutto a pagamento a casa fisioterapista ginnastica in acqua riabilitazione cognitiva psicoterapeuta psicologa e tre operatori per l'assistenza di 24 ore , spendo 8 mila euro al mese per le cure di mio figlio perché' i genitori che subiscono questo dramma come fanno? sono lasciati completamente soli ,mancano strutture , mancano aiuti e quelli che non hanno possibilità' come fanno a ridare la vita ai loro figli? ...perché chi ha subito un incidente si trova solo, le istituzioni non fanno nulla io ho dovuto rinunciare anche al mio lavoro perché' impossibile riprendere dopo che l'aspettativa di congedo e terminata non ho diritto più' a nulla se non tre giorni al mese dove sono gli aiuti che tanto si parla , dove sono le belle parole che ho sentito ai convegni che ho partecipato che dicono che i genitori non devono essere lasciati soli questa e' una realtà drammatica e distruttiva per ogni genitore specie se lasciato solo ,servirebbero strutture in italia , dove i ragazzi o ragazze che hanno avuto incidenti abbiano la possibilità di essere aiutati a riprendere al loro vita a reinserirsi nella società nel lavoro avere a disposizione la possibilità' di fare riabilitazione logopedia supporto psicologico e psicoterapeuti, ma purtroppo mancano non ci sono, a oggi Omar cammina col girello , era ritornato a scuola , la sua scuola prima dell incidente fa informatica e programmatore pc , dove ha preso il diploma ,ha fatto tutto solo la sua tesina sul calcio lo hanno applaudito tutti , il pomeriggio fa varie terapie , fa discorsi che spezzano il cuore le crisi sono diminuite se prima erano tutti i giorni ora capitano ogni 5 o 10 giorni ma sono sempre distruttive quando la sua frustrazione e al massimo non si controlla , non si accetta non accetta l incidente il fatto che quello che ha lasciato dietro , gli amici che se ne vanno ,la gente che spesso lo guarda e lui percepisce la sua disabilita , è tutto normale questo ma lui non accetta sta andando nella fase depressiva , la battaglia continua , la mia battaglia da madre la sua è una strada lunga difficile specie se soli , ma io anche se sono al limite sia fisicamente che mentalmente non mi arrendo e combatterò affinché le cose cambiano , perché chiunque ha diritto anche se ha fatica a riprendersi la sua vita specie in ragazzi giovani che vengono lasciati soli senza possibilità', per cui lo stato dovrebbe mettersi la mano sulla coscienza aiutare e dare possibilità' di costruirne altre ... io non voglio essere fanatica ma credo anzi ne sono sicura che se non avrei avuto possibilità' oggi mio figlio sarebbe ancora minimo responsivo senza gli stimoli giusti ...ASSOCIAZIONE V.I.T.A è nata per questo scopo... Agosta Katia mamma di Omar
